Racconti di sperimentazione didattica – Filosofia, pensiero critico e IA
Intervista ai proff. Federica Pittoni e Paolo Greco nell’ambito del progetto MIDA Prosegue il racconto delle esperienze sviluppate nelle classi del Liceo Artistico “F. Mengaroni” nell’ambito della sperimentazione didattica del progetto MIDA – Metodologie Innovative e Didattica con l’Arte Generativa. In questa seconda testimonianza, incontriamo i proff. Federica Pittoni e Paolo Greco, che hanno lavorato insieme in classe mettendo in dialogo filosofia, storia, matematica e Intelligenza Artificiale. Un percorso che parte dal pensiero di Immanuel Kant per arrivare al funzionamento dei sistemi di IA, ai modelli predittivi e alle implicazioni etiche delle decisioni algoritmiche. Federica Pittoni è docente di sostegno, specializzata in Filosofia e Storia. La sua formazione umanistica si affianca alle competenze tecniche che sta sviluppando attraverso un Master in Data Science e Intelligenza Artificiale, con un approccio orientato alla costruzione di collegamenti tra discipline e alla lettura della complessità tecnologica contemporanea. Paolo Greco insegna Storia e Filosofia dal 2012 e ha conseguito un dottorato di ricerca in Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Torino. Agli interessi legati alla filosofia contemporanea e alla didattica ha affiancato, negli ultimi anni, un approfondimento delle questioni relative all’IA e alla rivoluzione digitale. Quale attività avete svolto con la classe? Federica Pittoni e Paolo Greco: «Abbiamo sviluppato un percorso di “contaminazione” tra il pensiero di Immanuel Kant e il funzionamento dell’IA.» Il primo collegamento ha riguardato la gnoseologia: il processo della conoscenza descritto da Kant – nel quale i dati empirici vengono rielaborati attraverso spazio, tempo e categorie – è stato messo a confronto con i processi attraverso cui i sistemi di IA elaborano dati mediante algoritmi. Il percorso si è poi spostato dalla conoscenza alla predizione. Gli studenti hanno esplorato le reti bayesiane applicandole alla storia controfattuale della Rivoluzione Francese e la regressione lineare – collegata anche allo studio matematico della retta – attraverso esempi di modelli predittivi in ambito immobiliare. Una terza parte dell’attività ha portato la classe sul terreno dell’etica. Attraverso casi medici e giuridici, gli studenti hanno analizzato la matrice di confusione e discusso le conseguenze dei falsi positivi e dei falsi negativi. Il dilemma del carrello è stato infine utilizzato per confrontare l’approccio deontologico kantiano con quello utilitaristico e riflettere sulla loro applicazione ai sistemi autonomi. In che modo la formazione del progetto MIDA vi ha aiutato a portare questa attività in classe? Per entrambi i docenti, la formazione ha rappresentato un punto di partenza per individuare connessioni concrete tra Intelligenza Artificiale e programmazione curricolare. Federica Pittoni: «La formazione del progetto MIDA, integrata con il mio percorso accademico in Data Science, è stata fondamentale per tradurre concetti astratti in applicazioni pratiche. Mi ha fornito il framework metodologico per “calare” l’IA nella programmazione curricolare di filosofia e storia, permettendomi di non trattare la tecnologia come un corpo estraneo, ma come una naturale evoluzione del dibattito gnoseologico ed etico occidentale.» Paolo Greco: «La formazione è stata utile perché mi ha aiutato ad individuare quegli elementi che potevano essere sviluppati all’interno del programma scolastico.» L’esperienza mostra così una delle possibili modalità di integrazione dell’IA nella didattica: non necessariamente come argomento separato dal programma, ma come occasione per rileggere e approfondire contenuti disciplinari già presenti nel curricolo. Come hanno reagito gli studenti? Federica Pittoni e Paolo Greco: «Il coinvolgimento è stato estremamente alto. Gli studenti hanno mostrato una forte motivazione nel vedere concetti complessi come la Critica della Ragion Pura applicati a tecnologie che usano quotidianamente.» Particolarmente partecipata è stata la parte dedicata alle implicazioni delle decisioni algoritmiche. «La partecipazione è stata vivace soprattutto durante l’analisi della matrice di confusione e dei compiti di realtà: discutere se sia “meglio” un falso positivo in ambito medico o giuridico ha stimolato il pensiero critico, rendendo gli alunni protagonisti di riflessioni etiche profonde e non banali.» L’IA è diventata quindi anche un punto di accesso per affrontare concetti filosofici complessi a partire da situazioni concrete e vicine alla realtà contemporanea. Quali opportunità e quali criticità vedete nell’uso dell’IA a scuola? Per Federica Pittoni, una delle principali opportunità risiede nella capacità dell’IA di creare connessioni tra ambiti del sapere tradizionalmente separati. Federica Pittoni: «L’IA è uno straordinario catalizzatore di interdisciplinarità. Permette di attualizzare la filosofia e di dare un senso pratico alla matematica, abbattendo le barriere tra cultura umanistica e scientifica.» A questa opportunità si accompagna però un rischio preciso: l’accettazione acritica dell’output algoritmico. Senza una solida riflessione etica, sottolinea la docente, il dato rischia di assumere un peso maggiore rispetto alla dignità e alla responsabilità umana. «Come docente, vedo nell’IA non un sostituto del pensiero, ma un nuovo “oggetto del conoscere” che richiede, oggi più che mai, le lenti della filosofia per essere governato con consapevolezza.» Anche Paolo Greco pone al centro la consapevolezza. Paolo Greco: «L’elemento fondamentale per poter utilizzare l’AI è la consapevolezza del suo funzionamento e la chiara riflessione su quelli che sono i confini etici del nostro agire.» Il rapporto tra pensiero umano e IA diventa, nella sua riflessione, esso stesso un interessante oggetto di studio: osservare l’interazione con questi sistemi può aiutare ad approfondire bias e fallacie del pensiero umano, oltre che a comprendere meglio l’architettura dell’Intelligenza Artificiale. «Sicuramente nei prossimi anni integrerò questi temi nella mia programmazione.» Questa seconda testimonianza della sperimentazione MIDA mette in evidenza una prospettiva diversa ma complementare rispetto alla precedente esperienza dedicata a STEM, cittadinanza e IA. In questo caso, infatti, l’Intelligenza Artificiale non è soltanto uno strumento utilizzato per svolgere un’attività: diventa essa stessa oggetto di analisi e riflessione, permettendo di creare collegamenti tra gnoseologia, matematica, storia, etica e tecnologie contemporanee. L’esperienza dei proff. Pittoni e Greco mostra così come il confronto con l’IA possa diventare un’occasione per attualizzare i contenuti curricolari e, allo stesso tempo, allenare gli studenti a interrogarsi criticamente sui sistemi tecnologici con cui interagiscono ogni giorno.

